Questo post nasce dalla volontà di sfatare vecchi “miti” che non fanno altro che danneggiare il tuo sito web… naturalmente quando dico “danneggiare” intendo non attrarre l’interesse di un potenziale utente.

Se hai un sito, vuoi che il maggior numero possibile di utenti lo raggiunga. E una volta raggiunto, dovresti fare in modo che ci rimanga!

Purtroppo, i falsi miti di design, conducono ad una progettazione più povera di qualità e, come effetto diretto, ad esperienze più povere per gli utenti finali. Siamo in grado di evitare questo prendendo decisioni più intelligenti in fase di progettazione, per migliorare la qualità dei nostri siti.

Vorrei quindi affrontare una serie di errori di progettazione che io continuo ancora oggi a vedere che fanno “scappare” gli utenti da un sito web.

Andiamo a esaminare i più frequenti!

7 falsi Miti da sfatare

1. La Homepage è la pagina più importante

Per molto tempo, la gente ha creduto che la homepage fosse la pagina più importante. È vero… o meglio… era vero quando la homepage serviva come una sorta di guida principale per navigare per il resto delle pagine!

Non è più così. Il modo in cui navighiamo, e anche il modo in cui troviamo le pagine web, è cambiato radicalmente. Spesso, i visitatori potranno atterrare su una pagina web da un collegamento diretto a una pagina del prodotto: in questo caso manca del tutto la homepage infatti, questo accesso diretto ad altre pagine è in gran parte dovuto ai risultati SEO o ai link condivisi sui social media.

Oggi, le homepage hanno un solo scopo principale: arrivare al contenuto, qualunque esso sia. Per i siti web che sono costantemente riempiti con nuovi contenuti, come BuzzFeed o Darling Magazine, la homepage serve per visualizzare le storie migliori. Ci sono anche siti web che mostrano prodotti o servizi, come la Maison Deux: in entrambi i casi, l’utente è tenuto ad accedere alla pagina specifica dei contenuti, perché nella homepage non c’è l’elenco, e gli utenti sono lì per acquisire informazioni o fare acquisti. Poi, ci sono servizi come Mailchimp o InVision dove gli utenti invece sono interessati ad utilizzare applicazioni web. Ci sono inoltre moltissimi siti web la cui homepage non si vede, ad esempio Facebook!

Chiaramente non c’è niente di male ad avere una homepage ricercata e ben funzionante (come Dribbble, Behance o Awwwards), tuttavia mettiamo in chiaro una cosa: rispetto ad altre pagine su un sito web, la homepage non è così importante.

La vera sfida è progettare una homepage che da un lato favorisca l’accesso a tutte le funzioni e le aree importanti del sito, ma dall’altro non sia talmente farcita di opzioni da frastornare gli utenti.
I fattori chiave per un buon design sono la focalizzazione e la chiarezza, così come un’adeguata comprensione degli obiettivi degli utenti.

2. Il minimalismo è l’unico modo per ottenere la semplicità

Innanzitutto diciamo che il “minimalismo” è uno stile, mentre la “semplicità” è la sensazione generale e la funzionalità di un’applicazione o di un sito web. Un grafica complicata ed estesa può essere resa semplice. L’obiettivo della semplicità non significa avere la minima quantità di cose come: passaggi, elementi dell’interfaccia utente o interazioni.

Steven Sinofsky, ex Presidente delle divisioni Windows e Windows Live, lo ha spiegato bene. Infatti, secondo Sinofsky il design minimalista riduce la superficie visiva di un disegno e la sua esperienza, mentre un design semplice, che egli chiama “senza attrito nella progettazione”, riduce l’energia necessaria per l’esperienza dell’utente: «Trovare la migliore soluzione, quando le condizioni iniziali nello sviluppo sono tante, è una vera sfida».

Prendiamo ad esempio la UX di un form senza etichette, ma solo testo. Sappiamo tutti che questo è uno schema ingannevole. Quindi, anche se si hanno elementi meno visivi, in questo caso manca un’etichetta e l’interazione è minore. Questo spesso è fonte di confusione per gli utenti nel momento in cui si trovano a compilare il form. L’interazione non è più semplice. Aggiungendo elementi extra, nella fattispecie l’etichetta, si aggiungono una quantità di elementi dell’interfaccia utente, ma, tuttavia l’interazione diventa più semplice, facile ed intuitiva. Quindi è importante fornire elementi visuali che rendano palese all’utente dove si trova e cosa deve fare a quel punto della navigazione.
Questa è la grande differenza tra minimalismo e semplicità. They are not one and the same!

3. Limitare il numero di scelte nella navigazione

Molte persone travisano la teoria di George Miller secondo cui le menti umane possono tenere traccia di 7 (più o meno 2) informazioni alla volta. La sua teoria è ancora vera, ma è esclusiva della condizione cognitiva umana per quanto riguarda la memoria a breve termine. In qualche modo questa teoria ha fatto la sua strada nel web design, in particolare per la navigazione e nei menu.
Inoltre, vi è la ricerca sulla limitazione del numero di scelte, che è stata resa popolare da Barry Schwartz. La ricerca si riferiva alle scelte di prodotto, in particolare si riferiva alle confetture dove i clienti, nel fare l’acquisto, hanno impiegato molto tempo nella scelta e quindi una moltitudine di scelte crea un ingorgo! I clienti acquisterebbero marmellate a un tasso significativamente più alto se fossero presentate con poche scelte. Ciò vale per qualsiasi altro prodotto come le automobili, telefoni o abbonamenti online. La chiave qui sono ancora i prodotti.

Entrambe le ricerche non hanno nulla a che fare con la navigazione. Un sito che permette una buona navigazione, aiuta un visitatore ad esplorare ciò che quel sito ha da offrire. Nel 2006, Jared Spool, ha scritto sul tema dei siti web ricchi di collegamenti e pagine. Nell’articolo usa una vecchia versione del sito “Dove” per dimostrare il suo punto di vista: nonostante il sito sia cambiato, la conclusione a cui giunge è la seguente: la mappa del sito di “Dove” era maggiormente utilizzabile per un utente rispetto alla homepage. Perché? La ragione risiede nel fatto che tutti coloro che cercano un prodotto riescono, attraverso la mappa, a trovarlo facilmente grazie proprio alla mappa che ti permette di arrivare agevolmente alla pagina del prodotto specifico.

E quindi, la navigazione di un sito può anche essere estesa ma deve consentire all’utente, , in modo intuitivo, di individuare il prodotto che sta cercando.
Una buona navigazione non nasconderà la moltitudine di pagine all’interno del sito, ma sarà invece raggruppato in categorie omogenee per essere rintracciabile da un visitatore. È chiaro che se i gruppi e le categorie sono di scarsa qualità non sono utili per gli utenti. 

4. Qualunque interazione deve essere compiuta in non più di tre click

Sulle interazioni con il computer, la regola sembrava essere che tutto doveva essere compiuto in non più di tre click, ma questa regola è stata estesa anche ai dispositivi mobili. Molteplici studi di usabilità dimostrano che questa regola è falsa.
Come emerso dalla ricerca “UIE” (User Interface Engineering) gli utenti possono cliccare oltre 25 volte al fine di completare la loro ricerca. L’indagine UIE afferma inoltre l’importanza della soddisfazione degli utenti che è irrilevante per la regola dei tre click.

I visitatori e gli utenti non si preoccupano dell’esatta quantità di click bensì si preoccupano di ottenere le informazioni che stanno cercando e si preoccupano di finire il lavoro che stanno facendo! Inoltre, ciò che conta per l’utente è se cliccando raggiungeranno l’informazione desiderata. Infatti, se l’utente “sente” che non troverà ciò di cui ha bisogno nel suo percorso, potrà lasciare senza cliccare neppure una sola volta, anche se le informazioni potrebbero essere rivelate dopo un solo click.

5. Gli utenti di dispositivi mobile sono sempre in movimento e sono sempre distratti

Quando si parla di applicazioni mobile o siti responsive, vigono ormai da tempo due luoghi comuni: gli utenti che fanno uso dei dispositivi mobile (ormai la stragrande maggioranza) si presumono essere in movimento e, in secondo luogo, si presumono essere distratti. Troppo spesso, questi due presupposti sembrano andare di pari passo con un altro: chiunque sia in movimento è destinato ad essere distratto. Il fatto è che… non è vero!

Affrontiamo la prima ipotesi. Uno studio del 2012 condotto da Google ha scoperto che la maggior parte degli smartphone sono utilizzati in casa, il 60% per l’esattezza. Sempre nel 2012 un altro studio, a cura di InsightsNow per conto di AOL, ha appurato che il 68% delle pagine viste dai dispositivi mobile è avvenuto in casa (lo studio di InsightsNow ha escluso gli sms, le chiamata e le e-mail). Ma, come si può immaginare, giochi, navigazione su Tumblr o Facebook, e qualsiasi altra interazione quali articoli di lettura o di shopping, è in gran parte fatto a casa.

Quanto alle distrazioni, è facile da dimostrare che sono ovunque, mentre se si lavora, si guarda la tv, alla guida o utilizzando un dispositivo mobile. Questo è solo un fatto di vita! Solo perché si sta usando uno smartphone al posto di un computer desktop non significa che si è più distratti. Lo dimostra lo stesso studio di Google del 2012 che ha rivelato che durante l’uso di un PC il 67% del tempo l’utente sta utilizzando contemporaneamente anche un altro dispositivo mentre rispetto all’uso di uno smartphone la percentuale di “distrazione”, collegata all’uso di altri dispositivi nello stesso momento, diminuisce (57%). 

6. Una buona usabilità è sufficientemente buona senza estetica

Donald Norman, psicologo, uno fra i maggiori esperti mondiali di ergonomia e interazione uomo-macchina, ha dedicato un intero libro per spiegare come emozioni e design vanno di pari passo. Un’efficace usabilità può essere un buon inizio ed è certamente necessaria, ma non può essere di certo sufficiente. Nel suo libro, “Emotional design”, Norman riconosce che le sue idee precedenti, tutte impostate sulla funzionalità e sull’usabilità, erano limitate e limitative: non si può non tenere conto del piacere che ci procurano o meno gli oggetti che usiamo quotidianamente.

Quello che ciascuno di noi è, è determinato anche dagli oggetti che usiamo: li scegliamo, li apprezziamo non solo per la funzione che svolgono per noi, ma anche per le sensazioni che ci danno.
Le emozioni positive possono essere potenti per aiutare a vendere prodotti. Ci sono numerosi studi per dimostrare che i prodotti più attraenti sembrano funzionare meglio rispetto ai prodotti con disegni più poveri. Senza contare che le prime impressioni sono effettuate tramite le apparenze: il visual design gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza dell’utente sulla pagina web al pari dei contenuti, infatti il design è spesso legato alla credibilità: “Credibility Project”, ricerca condotta dalla Stanford University, ha dimostrato proprio questo, ovvero coloro che reputano un sito poco affidabile, lo fanno sulla scorta dell’impatto visuale che il sito ha avuto su di loro: il 46% delle persone giudica la credibilità di un sito web in base al suo aspetto.

Quindi, per concludere le risposte emotive giocano un ruolo più importante nel collegamento con le persone rispetto all’usabilità del sito stesso. Le emozioni sono umane, mentre l’usabilità è tecnologia! Pertanto, un bel design, una bella estetica, è un vantaggio competitivo e un elemento di differenziazione.
In definitiva l’estetica contribuisce a migliorare l’usabilità, come indicato nel libro di Don Norman.

7. I vostri utenti vi diranno ciò che vogliono

Il feedback è importante. E ‘altrettanto importante però non prendere tale feedback alla lettera

Noah J. Goldstein ha scritto: «La capacità delle persone di comprendere i fattori che influenzano il loro comportamento è sorprendentemente scarsa». Ciò che ha scritto poteva essere più giusto.
Questo pensiero risale ai giorni in cui il famoso Henry Ford disse: «Se avessi chiesto alla gente quello che voleva, avrebbero risposto cavalli più veloci». Questo accade perché molte persone non sono in grado di spiegare i propri modelli, intenzioni e previsioni di comportamento. Questo fenomeno è noto, in psicologia, come “Illusione dell’Introspezione”, processo mediante il quale creiamo una giustificazione per le nostre decisioni quando realmente non sappiamo perché le abbiamo prese.
Sono sicura, per esempio, che ti sarà capitato un feedback come “rendere il testo più grande” senza alcuna spiegazione sul perché. Il fatto è che un cliente o un collega potrebbe avere difficoltà a leggere il testo con un carattere più piccolo o che potrebbero sentire che il carattere più piccolo è meno evidente rispetto a tutto il resto nel design della sezione. Lo stesso vale per il feedback degli utenti.

Come ho detto, è importante ascoltare i clienti e gli utenti ma è più importante ancora capire prima il nocciolo del problema.

CONCLUSIONI

La navigazione del tuo sito web deve essere logica, intuitiva e facile da comprendere!

Cerca di raggruppare gli elementi di navigazione in un’area centrale. Per siti web di grandi dimensioni è buona norma fornire una mappa del sito. Una inappropriata struttura dei contenuti potrebbe ridurre il tasso di accessi. Rendi i tuoi contenuti facili da trovare (soprattutto le informazioni di contatto).

Si stima che circa il 50% delle vendite non vanno a buon fine perché i potenziali clienti non trovano facilmente ciò che cercano. Quindi non rendere la fruizione dei contenuti per i tuoi utenti una caccia al tesoro! Raggruppa i contenuti similari in modo chiaro e conciso e usa titoli in grassetto ed evidenzia alcune parole chiave che gli utenti cercano.
Oltre gli errori più comuni che ho analizzato, ci sono ancora molti altri meccanismi di progettazione, come ad esempio audio e video che partono automaticamente all’apertura di una pagina..nulla di più fastidioso! Anzi, una cosa c’è… audio e video che partono automaticamente e non sai come fermarli perché non vedi il tasto di dieci pixel a forma di altoparlante in fondo alla pagina. Consiglio? Evita di usare video che si avviano automaticamente e interferiscono con la navigazione dell’utente. Evita la musica di sottofondo, o se proprio non puoi farne a meno, dai all’utente la possibilità di fermarla.
O ancora evita troppe pubblicità, che sono senza dubbio una buona fonte di guadagno ma soffocarne la pagina oscurandone i contenuti, con inserzioni che lampeggiano, saltellano e nemmeno tu sai come chiudere, serve solo a far infuriare i tuoi utenti. Di norma le pubblicità non dovrebbero essere la prima cosa che l’utente vede. Non essere invadente con i pop-up. Cerca di non coprire i contenuti per cui l’utente è giunto sulla tua pagina.

Insomma, in questo post, ho cercato di esaminare i sette “miti” (errori!) più comuni che mi auguro vi aiuteranno a fare scelte progettuali migliori perché nulla è più frustrante per un utente di un sito web difficile da navigare.
Una navigazione complessa o incoerente confonde e predispone il visitatore in uno stato emotivo negativo.